Tra le bocche di bonifacio è possibile che tiri un bel venticello da nord est… maestralino teso previsto in giornata. Riusciamo a mettere l’ancora per tempo. L’unico spazio disponibile di sabbia rimasto nella selva acquatica di poseidonia. Il vento inizia ad alzarsi e lentamente ma inesorabilemente e raggiunge un fisso di 30 nodi.

La barca dove sto lavorando è così leggera e così piatta che brandeggia (cioè si muove come un pendolo sull’ancora) in maniera estrema. Era già capitato anche su altre barche che in porto o all’ancora lo scafo piatto e la leggerezza dell’imbarcazione facessero in modo di farti sentire in navigazione anche se fissati in un punto. Quindi ieri eccomi alle prese con la mia cucina. Dopo aver poggiato la teglia con il pesce sui fuochi in attesa che il forno raggiungesse la temperatura scelta, l’inclinazione è improvvisamente cambiata e la teglia è scivolata, fortunatamente nella direzione giusta. Aumentando il vento è aumentato l’angolo di inclinazione facendomi sentire come se stessimo risalendo di bolina, non troppo stretta, virando ogni pochi minuti, prima pendi a dritta poi a sinistra. Ho dovuto montare le attrezzature che si usano per fissare le pentole al piano di cucina, per permettere alla cuoc@ di utilizzare i fornelli senza ustionarsi. Mi sarebbe piaciuto molto di più che tutta quella fatica e quel bolinare fissi in un punto però, mi avessero fatto raggiungere una nuova meta, ma con le barche performanti è sempre così.